The Natural Pools of Santo Stefano: how to find them

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Le Piscine Naturali di Santo Stefano: il segreto meglio custodito dell’Arcipelago della Maddalena (e come trovarle)

Lo sapevi che esiste un luogo nell’Arcipelago della Maddalena dove l’acqua è così calma e trasparente da sembrare una piscina, circondata da rocce di granito rosa scolpite dall’acqua come sculture, e dove puoi galleggiare in totale relax senza un’onda che ti muove? Si chiamano “Le Piscine Naturali di Santo Stefano”, si trovano sull’Isola di Santo Stefano, e sono uno dei segreti meglio custoditi dell’intero parco nazionale.

In questa guida scoprirai:

  • Cosa sono esattamente le Piscine Naturali e come si sono formate

  • Dove si trovano e perché sono così difficili da trovare (e da raggiungere)

  • Come arrivare: solo via mare, ma con qualche accorgimento

  • Perché sono meglio di una piscina artificiale (e anche di molte spiagge)

  • Cosa portare e quali regole rispettare per preservare questo gioiello

Tempo di lettura: 6 minuti. Alla fine: saprai se le Piscine Naturali di Santo Stefano sono la destinazione giusta per te e come organizzare la visita (perché non è per tutti).

Cosa sono le Piscine Naturali di Santo Stefano? Un capolavoro della natura

Le Piscine Naturali di Santo Stefano non sono una spiaggia. Non sono una cala. Sono qualcosa di diverso, più raro e più intimo. Sono una serie di piccoli bacini d’acqua dolce e salmastra, scolpiti nel granito dall’erosione millenaria del vento e del mare, situati sulla costa nord-orientale dell’Isola di Santo Stefano.

Immagina questo: una piattaforma di granito rosa che si affaccia sul mare, liscia come fosse stata levigata da un artigiano. Su questa piattaforma, l’acqua del mare, spinta dalle onde e dalle maree, si infila in fessure e crepe naturali. Col tempo, queste fessure si allargano, si approfondiscono, e diventano vasche naturali. Durante l’alta marea, l’acqua entra e le riempie. Durante la bassa marea, rimangono piene grazie alla conformazione delle rocce, che trattengono l’acqua come una diga naturale.

Il risultato sono piscine a cielo aperto, alimentate dal mare, ma protette dalle onde. L’acqua è caldissima d’estate (si scalda al sole dentro le rocce) e incredibilmente trasparente. Non ci sono correnti, non ci sono onde, non ci sono pericoli. Puoi stare seduto dentro una di queste piscine con l’acqua che ti arriva al petto, guardare il mare aperto a pochi metri di distanza, e sentirti come in una spa naturale.

Un dettaglio che non trovi altrove: alcune di queste piscine hanno l’acqua dolce. Sì, hai capito bene. Sull’Isola di Santo Stefano ci sono piccole sorgenti d’acqua dolce che affiorano proprio in corrispondenza di queste fessure nel granito. Quando piove, l’acqua piovana si accumula nelle stesse vasche. Il risultato è una miscela unica di acqua dolce e salata, con una temperatura e una densità diverse dal mare circostante. Galleggiarci dentro è un’esperienza stranissima e meravigliosa: ti senti più leggero, come nel Mar Morto, ma senza il bruciore agli occhi.

Quante sono? Difficile dirlo. Le principali sono tre, quelle più grandi e accessibili. Ma ci sono almeno una decina di piccole vasche secondarie, alcune profonde pochi centimetri, altre oltre un metro. Ogni anno, con le tempeste invernali, la conformazione cambia leggermente. Qualche vasca si riempie di sabbia, qualche altra si approfondisce. Le Piscine Naturali sono vive, mutano, si trasformano.

Dove si trovano le Piscine Naturali? La posizione esatta (e perché nessuno te la darà mai)

Questa è la parte più complicata. Le Piscine Naturali di Santo Stefano non sono segnalate. Non compaiono sulle mappe turistiche. Non hanno un cartello. E i capitani dei tour in barca, se glielo chiedi, ti rispondono con un sorriso e ti dicono “non so di cosa parli”.

Perché? Perché è un posto fragilissimo. Non c’è un approdo, non c’è una spiaggia, non c’è sabbia. Ci sono solo rocce di granito e piccole vasche d’acqua. Se arrivassero cento persone al giorno, in una settimana le piscine sarebbero distrutte. I locali le proteggono con il silenzio.

Detto questo, ecco quello che posso dirti.

Le Piscine Naturali si trovano sulla costa nord-orientale dell’Isola di Santo Stefano, a circa mezzo chilometro a est di Cala Granara, in direzione dell’ex base NATO. Sono esattamente dalla parte opposta rispetto al porticciolo militare. Non c’è un sentiero dalla spiaggia: l’unico modo per raggiungerle è via mare, con un piccolo gommone o un kayak, e poi arrampicandosi sulle rocce.

Le coordinate approssimative sono: latitudine 41 gradi e 12 minuti nord, longitudine 9 gradi e 25 minuti est. Ma non farti illusioni: senza un GPS marino e senza qualcuno che ti abbia già portato, è facile passarci accanto senza vederle. Dalla barca, le piscine sembrano semplici ombre scure sulla roccia. Le riconosci solo quando sei già sopra, o quando qualcuno te le indica.

Un consiglio da insider: invece di cercare da solo, chiedi a un pescatore locale. Non ai noleggiatori di gommoni, non alle guide turistiche. Un pescatore. Quelli che escono all’alba e rientrano a mezzogiorno. Se gli fai una buona impressione (e magari gli offri un caffè), forse ti dà una dritta. Oppure, ancora meglio, chiedi se ti ci porta. Qualcuno lo fa, sottobanco. Costa, ma ne vale la pena.

Come si arriva alle Piscine Naturali? Solo via mare e solo per esperti

Arrivare alle Piscine Naturali non è come andare a Cala Granara. È più difficile, più tecnico, e più rischioso. Non è adatto a tutti.

Con tour in barca organizzato: nessun tour organizzato si ferma alle Piscine Naturali. Non c’è un approdo, non c’è un punto dove ormeggiare comodamente, e il tempo di sosta sarebbe troppo breve per giustificare la deviazione. Quindi, se vuoi vedere le Piscine Naturali, dimentica i tour. Devi andare da solo.

Con gommone noleggiato (per esperti): puoi arrivare con un gommone, ma devi sapere cosa stai facendo. Non c’è una boa. Non c’è un molo. Devi ormeggiare su roccia, con cime lunghe e gavone, facendo attenzione a non danneggiare lo scafo. Il fondale è roccioso e irregolare. Non è il posto per un principiante.

La manovra giusta è questa: ti avvicini lentamente, a motore bassissimo, fino a pochi metri dalla roccia. Getta l’ancora a prua e a poppa, in modo che il gommone resti parallelo alla costa. Non tirare il gommone sulla roccia: la risacca lo sbatte contro il granito e lo distrugge. Lascialo in acqua, legato. Poi scendi in acqua (attento agli scogli affioranti) e nuoti per pochi metri fino alle piscine.

Con kayak: questo è il mezzo migliore. Un kayak è piccolo, leggero, facile da accostare alla roccia. Puoi legarlo a un anfratto naturale o semplicemente tirarlo su di qualche centimetro su una piattaforma di granito piatta. Da lì, sei già dentro le piscine. Il kayak ti permette anche di esplorare ogni singola vasca, spostandoti da una all’altra senza uscire dall’acqua.

Attenzione alle maree e al vento. Le Piscine Naturali sono accessibili solo con mare calmo (onda inferiore a mezzo metro) e vento debole (meno di 10 nodi). Il maestrale, anche moderato, rende le onde pericolose per l’approdo. La risacca ti sbatte contro le rocce. Non rischiare. Se il mare non è piatto, rimanda.

E la marea? La marea alle Bocche di Bonifacio è significativa (differenza fino a 50-60 centimetri tra alta e bassa marea). Il momento migliore per visitare le Piscine Naturali è con la marea alta o media. Con la bassa marea, le vasche si svuotano parzialmente e diventano poco profonde. Con l’alta marea, invece, sono piene e traboccanti. Controlla le tabelle di marea prima di partire.

Perché le Piscine Naturali sono meglio di una piscina artificiale? (e anche di molte spiagge)

Se non le hai mai viste, potresti pensare: “ma cosa hanno di speciale delle pozzanghere nella roccia?” La risposta la capisci solo quando ci sei dentro.

L’acqua è calda. Il granito si scalda al sole. L’acqua nelle piscine, specialmente nel pomeriggio, raggiunge temperature di 25-28 gradi. Più calda del mare aperto. Entri e ti rilassi subito. Non c’è lo shock freddo che hai quando entri in mare.

Non ci sono onde. Zero. Neanche un’increspatura. Le piscine sono protette dalle rocce che le circondano. L’acqua è liscia come un vetro. Puoi galleggiare in totale relax, guardare il cielo, e sentire solo il rumore delle onde che si infrangono a pochi metri da te, ma non ti toccano.

L’acqua è trasparentissima. Non c’è sabbia da sollevare, non c’è plancton, non c’è torbidità. L’acqua è così limpida che vedi ogni minimo dettaglio del granito sul fondo. Le venature rosate, le piccole conchiglie incastrate, persino i minuscoli granchi che si nascondono nelle fessure.

La privacy. Perché è difficile arrivarci, perché non è segnalato, perché i tour non ci vanno, alle Piscine Naturali trovi poche persone. Spesso nessuno. Se sei fortunato, sei da solo. Hai un intero angolo di paradiso solo per te.

L’esperienza sensoriale. È difficile da spiegare a parole. Stai seduto in una vasca di granito rosa, l’acqua tiepida ti copre fino al petto, davanti a te il mare blu si perde all’orizzonte, dietro di te la macchia mediterranea profuma di mirto e lentisco. Non c’è nessuno. Solo tu, il granito, e l’acqua. È una delle esperienze più meditative che puoi fare nell’Arcipelago della Maddalena.

Un dettaglio che non ti aspetti: alcune piscine sono collegate tra loro da piccoli canali naturali. Se ti sdrai in acqua, puoi passare da una vasca all’altra strisciando, senza uscire dall’acqua. È come nuotare in un labirinto d’acqua.

Quali sono le altre Piscine Naturali dell’Arcipelago della Maddalena? (e perché Santo Stefano è la migliore)

Le Piscine Naturali non sono un’esclusiva di Santo Stefano. In tutto l’arcipelago, ci sono altre formazioni simili. Ma quella di Santo Stefano è considerata la più bella e la più accessibile.

Sull’Isola di Spargi: ci sono piccole piscine naturali vicino a Cala Corsara, ma sono più piccole e spesso sommerse dall’alta marea. Inoltre, Spargi è molto frequentata, quindi trovarle vuote è difficile.

Sull’Isola di Santa Maria: vicino a Cala Santa Maria, ci sono alcune vasche naturali nella roccia. Ma l’acqua è più fredda (meno esposizione al sole) e il fondo è più scivoloso.

Sulla Maddalena (isola principale): a Punta Tegge, ci sono delle piscine naturali molto famose, ma sono state “scoperte” dai turisti anni fa. Oggi, in alta stagione, sono affollatissime. E in alcuni punti sono state danneggiate dai visitatori che ci camminavano sopra con le scarpe chiodate.

Perché Santo Stefano è la migliore? Perché è la più protetta. L’accesso difficile e la mancanza di segnaletica fanno sì che solo i più determinati arrivino. Inoltre, il granito di Santo Stefano è particolarmente liscio e scolpito, con forme quasi astratte. E la presenza dell’acqua dolce rende l’esperienza unica.

Le regole per visitare le Piscine Naturali (senza distruggerle)

Le Piscine Naturali sono fragilissime. Più di una spiaggia, più di una cala. La roccia di granito, levigata dall’acqua, è sensibile all’usura. Un piede che scivola, una scarpa chiodata, un ombrellone piantato, una bottiglia dimenticata: tutto può rovinare decenni di formazione naturale.

Ecco le regole da rispettare assolutamente.

Non usare scarpe chiodate o con suola dura. Sali sulle rocce a piedi nudi o con scarpette da scoglio dalla suola morbida (quelle in neoprene). Le suole dure graffiano il granito e lasciano segni permanenti.

Non portare ombrelloni, sedie, teli grandi. Non c’è spazio. Non c’è sabbia. Le piscine sono circondate da roccia nuda. Un telo lo puoi stendere, ma solo su una roccia piatta. Niente altro.

Non usare creme solari chimiche prima di entrare. Le creme inquinano l’acqua. Le piscine sono piccole e chiuse: una goccia di crema si diffonde subito. Usa creme biodegradabili o, meglio ancora, entra senza protezione e rimettila dopo.

Non fare pipì nelle piscine. Sembra una regola banale, ma in molti lo fanno. L’acqua non si rinnova come in mare aperto. Ristagna. Una pipì la inquina per ore.

Non portare bottiglie di vetro. Se si rompono, i frammenti restano nelle piscine per sempre. Usa borracce in alluminio o plastica.

Non spostare ciottoli o conchiglie. Fanno parte dell’ecosistema. Anche una piccola conchiglia spostata cambia il flusso dell’acqua.

Non entrare se la piscina è già occupata. Le piscine sono piccole. Due o tre persone sono già tante. Se c’è già qualcuno, aspetta o torna più tardi. Non è un lido pubblico.

Porta via tutto. Anche i mozziconi di sigaretta. Anche i noccioli delle ciliegie. Anche la carta dei panini. Zero rifiuti.

Queste regole non sono un’opzione. Sono l’unico motivo per cui le Piscine Naturali esistono ancora. Se tutti le rispettassero, resterebbero per sempre. Se qualcuno le infrange, in pochi anni scompariranno.

Quando andare alle Piscine Naturali? (calendario e orari)

Il periodo migliore è lo stesso di Cala Granara, con alcune differenze importanti.

Maggio e giugno. Temperature gradevoli. Acqua ancora fresca (18-20 gradi), ma nelle piscine si scalda velocemente. Poca gente. Mare spesso calmo. Ottimo.

Luglio e agosto. Acqua caldissima (24-28 gradi nelle piscine). Ma anche più gente. Nonostante la difficoltà di accesso, chi lo sa va. Il consiglio è andare la mattina presto (8:00-10:00) o tardo pomeriggio (16:00-18:00). Le ore centrali sono le più affollate.

Settembre e ottobre. Il periodo migliore in assoluto. Acqua ancora calda (fino a 24 gradi a settembre). Folla ridotta. Mare calmo (settembre è statisticamente il mese con meno vento). Sole non troppo forte. Perfetto.

Orario migliore della giornata: le Piscine Naturali sono esposte a est-nord-est. Prendono il sole dalla mattina fino a metà pomeriggio. Il momento migliore per la luce è la mattina (9:00-11:00), quando il sole illumina direttamente l’acqua e le rocce. Nel tardo pomeriggio, il sole è dietro l’isola e le piscine sono in ombra. Belle lo stesso, ma meno fotogeniche.

Council: non andare con vento forte. Le Piscine Naturali sono protette, ma il vento alza le onde all’esterno. L’approdo diventa pericoloso. Se le previsioni danno più di 15 nodi di vento, rimanda.

Cosa portare per una giornata alle Piscine Naturali (lista essenziale)

La lista è più corta rispetto a Cala Granara, ma con alcune specificità.

Acqua. Tanta. Almeno due litri a persona. Non ci sono fontanelle.

Pranzo al sacco. Leggero. Niente cibi che lasciano briciole o unto. Panini semplici, frutta secca, frutta fresca (senza noccioli o bucce che rimangono in giro).

Scarpette da scoglio con suola morbida (neoprene). Fondamentali. Il granito è tagliente. A piedi nudi ti tagli. Con le scarpette da ginnastica graffi la roccia. Le scarpette da scoglio in neoprene sono la soluzione perfetta.

Maschera e pinne. Le pinne servono per nuotare tra una piscina e l’altra senza toccare il fondo. Ma attenzione: con le pinne, fai più attenzione a non danneggiare le pareti delle vasche.

Telo piccolo. Quello che usi per asciugarti. Non stenderlo sulla roccia a meno che non sia una superficie piatta e liscia.

Crema solare biodegradabile. Non quella chimica. Cerca “reef safe” o “biodegradabile” sull’etichetta. Costa un po’ di più, ma non inquina l’acqua.

Zaino impermeabile. Se arrivi in kayak o gommone, proteggi telefono, chiavi, documenti.

Un sacchetto per i rifiuti. Porta via tutto.

Cosa non portare assolutamente: ombrelloni (non c’è dove piantarli), sedie (stessa ragione), bottiglie di vetro, altoparlanti (il silenzio è sacro), bambini piccoli che non sanno nuotare (l’acqua è profonda e non ci sono punti di appoggio).

Le Piscine Naturali sono adatte a tutti? (onestamente, no)

Devo essere onesto. Le Piscine Naturali non sono per tutti. Se cerchi una spiaggia comoda con servizi, sdraio, e ombrellone, vai altrove.

Non sono adatte a: bambini piccoli (l’acqua è profonda, le rocce sono scivolose, non c’è un bagnino), persone con mobilità ridotta (per entrare devi scendere da un gommone e arrampicarti su roccia liscia), nuotatori inesperti (non ci sono fondali bassi), chi cerca comfort (niente bar, niente servizi, niente ombra), chi ha paura dell’acqua (le piscine sono piccole ma profonde).

Sono adatte a: adulti che sanno nuotare bene, coppie in cerca di romanticismo e privacy, fotografi (la luce del mattino è incredibile), amanti della natura e del silenzio, chi ha già visto le spiagge principali e cerca qualcosa di diverso.

Un consiglio: se non sei sicuro delle tue capacità, non andare. Non c’è nessuno che ti salva se scivoli e ti fai male. Le Piscine Naturali sono un luogo per esperti e per chi è in buona salute fisica. Non c’è niente di male ad ammettere che non fa per te. Ci sono centinaia di altre spiagge nell’arcipelago che ti daranno altrettanta gioia con meno rischi.

Curiosità sulle Piscine Naturali che (forse) non sai

Prima di salutarti, ecco alcune curiosità che renderanno la tua visita (se mai ci andrai) ancora più affascinante.

La piscina dell’amore. La più grande delle tre piscine principali è stata soprannominata “piscina dell’amore” dai pescatori locali. Perché? Perché negli anni Sessanta, durante la Guerra Fredda, i soldati americani di stanza nella base NATO di Santo Stefano ci portavano le loro fidanzate (e le loro amanti) nei fine settimana. La piscina era un luogo appartato, lontano dagli sguardi dei superiori. Si racconta che più di una relazione sia nata o finita lì.

L’acqua dolce segreta. Una delle piscine più piccole, quella più vicina alla scogliera a est, ha una sorgente d’acqua dolce sul fondo. Se immergi la mano e la muovi, senti l’acqua più fredda in quel punto. In alcuni periodi dell’anno, lo strato d’acqua dolce rimane sopra quella salata, creando una sottile linea di demarcazione visibile. Un fenomeno rarissimo, che si vede solo nelle Bocche di Bonifacio e in poche altre parti del mondo.

Le stelle marine. Sul fondo di alcune piscine, se guardi con attenzione, vedi piccole stelle marine attaccate al granito. Sono minuscole, di colore arancione o viola. Non provare a staccarle. Muoiono all’istante se escono dall’acqua.

Il nome scomparso. In alcune mappe antiche dell’Ottocento, queste piscine venivano chiamate “Sa Covecca de is Piscinas”, che in sardo significa “la cova delle piscine”. Nessuno le chiama più così. Il nome si è perso. Ma i vecchi pescatori lo ricordano ancora.

Un set cinematografico mancato. Negli anni Settanta, un regista italiano voleva girare una scena di un film nelle Piscine Naturali. La scena prevedeva un’attrice nuda che galleggiava nell’acqua. Ma il Parco Nazionale (allora non ancora ufficialmente costituito, ma già vigilato) negò il permesso. Il film fu girato altrove. Nessuno sa quale film fosse.

Conclusione: le Piscine Naturali, un gioiello da proteggere

Le Piscine Naturali di Santo Stefano non sono una destinazione turistica. Non sono sulle cartoline. Non sono nei dépliant degli operatori. Sono un luogo segreto, nascosto, fragile, che pochi conoscono e pochissimi visitano. E forse è meglio così.

Perché la loro bellezza sta proprio nella loro inaccessibilità. Sta nello sforzo che devi fare per arrivarci. Sta nella ricerca, nella scoperta, nel silenzio che trovi quando finalmente ci sei dentro, con l’acqua tiepida che ti avvolge e il mare blu che si stende davanti a te.

Se deciderai di cercarle, fallo con rispetto. Porta solo quello che ti serve. Non lasciare traccia del tuo passaggio. Non raccontare a tutti dove sono. Proteggile come proteggeresti un segreto prezioso. Perché le Piscine Naturali non sono un diritto. Sono un privilegio. E i privilegi vanno guadagnati con il rispetto.

La prossima volta che sarai nell’Arcipelago della Maddalena, con il tuo gommone o il tuo kayak, guarda la costa nord-orientale di Santo Stefano con più attenzione. Cerca le ombre scure sulla roccia. Ascolta i consigli dei pescatori. E se le troverai, se riuscirai a entrare in quell’acqua magica, capirai perché chi le ha scoperte non ne parla mai.

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